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Amo la letteratura tedesca, la filologia classica, la filosofia e la medicina. Il resto lo sanno gli altri più di me.
«Nella colonia penale»: il testo
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La meravigliosa follia di Carmen
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Lo straniero

Qual è la radice profonda e, per le nature deboli, inestirpabile dell'odio verso lo straniero? In ciò che è straniero (in ogni straniero, ognuno rispetto all’altro) percepiamo un’ombra di estraneità radicale, simile all’estraneità che proviamo verso l’inorganico. E anche l’inquietudine che ne deriva ha la stessa natura di quella che nasce dalla confusione fra organico e inorganico (o anche: dal timore che ogni organico sia, in realtà, inorganico).
I calzini del giudice e la semiotica
Due istruttive conclusioni: 1. Quando la discrepanza fra ciò che si vede e ciò che si ascolta è totale, quel che dirige l'interpretazione è ciò che si ascolta; 2. tutti, senza eccezione, potremmo essere come minimo "stravaganti" per un giornalista deficiente e infame che ci pedina, il quale sia un volgare cameriere del suo padrone, e titolare di una dignità personale non superiore a quella di una vongola. (Con tutto il rispetto per le vongole.)
Per tutta la vita, ma di chi?

(Ho scoperto il vero senso della frase Papà, ti voglio bene per tutta la vita, che Serena così spesso scrive nei suoi disegni.)
Serena (in vena di tenerezze, stringendomi forte): Ti voglio bene, papà!
Io (matematico): Ok, ma bene quanto?
Serena: Tanto!
Io (fingendo delusione): Solo “tanto”?
Serena: Tantissimo!
Io: Solo “tantissimo”?
Serena (cercando un’espressione adeguata): Tantissimissimo! Ti voglio bene finché muori!
La gloria presso i posteri

Il punto di vista epicureo secondo cui ogni piacere e ogni creazione valgono per noi solo qui e ora deriva a ben guardare da una sopravvalutazione del principium individuationis. Se invece si adotta un’interpretazione olistica e posizionale dell’individuo (io sono prima di tutto il punto di intersezione di tutti i linguaggi di cui sono l’oggetto), si può concludere che anche ciò che avviene dopo di noi in gran parte riguarda noi. E’ su questa base (non psicologica, non ideologica, ma strutturale – anche se, si capisce, consolatoria, sebbene per quanto possibile lontana dall’illusione), è su questa base che possiamo recuperare l’idea classica di «gloria presso i posteri».
La terra di nessuno
Ciò che veramente conta è il lutto prima dell’elaborazione. E’ quella condizione brevissima e transitoria quando la notizia è bensì già compresa fino in fondo, ma ancora non esiste nessuna struttura proposizionale che consenta di collocare la nuova situazione in cui ci si trova fra le tante situazioni topiche che la lingua ci offre per darci conforto. E' questo il buco nella ragnatela.
Sangineto 2009
I frutti di quest'anno: venticinque cartelle sul Processo, la musica in famiglia di Bach (per Anna Magdalena), complicate questioni su Arcesilao e Carneade, le Lettere luterane di Pasolini. E poi, com'è giusto dato il rotondo genetliaco raggiunto, il de senectute di Cicerone.
La parte e l'intero

(Dorabella sta imparando le lettere dell'alfabeto. Ha trovato un sacchetto della Prénatal, e cerca di leggere le grosse lettere sul sacchetto.)
Dorabella: Guarda papà che so leggere!
Io: Fammi vedere. Leggi le lettere su questo sacchetto.
Dorabella (faticosamente): P....
Io: Giusto. P come papà.
Dorabella: R.....
Io: Sì.
Dorabella: E.....
(Continua così, lentamente ma senza errori, fino alla fine:)
Dorabella: Elle!
Io (fiero di lei): Bravissima! E allora tutto insieme, si legge...?
Dorabella (allargando le braccia, e con sicurezza): Sacchetto!
Bellezza e inquietudine

Ciò che inquieta di fronte alla bellezza è il presentimento dell’abitudine e del commiato. Intesi come consecutivi: che la contemplazione prolungata ci abituerà a considerare quella bellezza parte della nostra vita; e che il commiato successivo ci obbligherà a ridimensionare, in sostanza, il nostro io. L’inquietudine è qui un anticipo del narcisismo offeso.
Il sole al suo apice

Come sempre nei giorni intorno al solstizio d'estate, la Colonia Penale si trasferisce a Sangineto Lido, sulla costa tirrenica della Calabria. Là ci attendono libri, musica, sole, mare, silenzio. Ci risentiamo fra due o tre settimane.
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